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IL DECRETO CURA ITALIA NON RICONOSCE LA CAUSA DI FORZA MAGGIORE CHE PERMETTEREBBE DI SOSPENDERE L’ATTIVITÀ SENZA COSTI PER LE IMPRESE

CORONAVIRUS: IN PIEMONTE CHIUSI IL 70% DEI CANTIERI

20 Marzo 2020
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CORONAVIRUS: IN PIEMONTE CHIUSI IL 70% DEI CANTIERI

 

ABSTRACT: IL DECRETO CURA ITALIA NON RICONOSCE LA CAUSA DI FORZA MAGGIORE CHE PERMETTEREBBE DI SOSPENDERE L’ATTIVITà SENZA COSTI PER LE IMPRESE

 

 “Siamo stati i primi a chiedere la sospensione delle attività perché non possiamo garantire le condizioni di sicurezza per i nostri lavoratori – dichiara Paola Malabaila, Presidente dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta. – Nel Decreto Cura Italia manca il riconoscimento della causa di forza maggiore che permetterebbe di sospendere i cantieri senza che le imprese sostengano ulteriori costi e agli appaltatori di essere indennizzati per questo periodo. Ci sono problemi di approvvigionamento e manca la proroga dei termini contrattuali. Secondo una nostra indagine, al momento, in Piemonte, il 70% dei cantieri è chiuso o è in via chiusura, il 15% è in forte difficoltà e non può chiudere e un altro 15% è attivo per lavori urgenti”.  

 

Le imprese hanno dichiarato che le principali cause di chiusura sono:

  • Sospensione disposta dal committente o dal responsabile dei lavori ove nominato
  • Impossibilità a reperire i dispositivi di protezione individuale (in particolare le mascherine chirurgiche)
  • Impossibilità a far rispettare la distanza interpersonale di 1 metro nelle attività lavorative
  • Impossibilità a far rispettare la distanza interpersonale di 1 metro nei mezzi aziendali o nei baraccamenti 

 

“Questa mattina durante la videoconferenza dell’unità di crisi regionale il Presidente Cirio ci ha comunicato che ha chiesto al Premier Conte la chiusura dei cantieri e anche le altre Categorie hanno espresso la necessità del riconoscimento della causa di forza maggiore. Abbiamo rappresentato le nostre istanze perché attualmente il Decreto Cura Italia trascura il settore edile, auspichiamo che seguano provvedimenti mirati per il nostro settore in crisi già da più di dieci anni. In particolare  occorre: la certezza delle nove settimane di cassa integrazione perché le risorse stanziate non sembrano sufficienti per tutti i settori economici,  il pagamento diretto dell’Inps degli ammortizzatori sociali, l’ampliamento del Fondo di garanzia, la sospensione dell’art.4 del Decreto fiscale 124/2019 che richiede la documentazione per dimostrare il corretto versamento delle ritenute per il pagamento da parte del cliente e lo sblocco delle opere finanziate in modo da risollevare l’economia grazie al ruolo anticiclico del settore delle costruzioni – specifica Malabaila. – Alla Regione Piemonte abbiamo chiesto anche di verificare i meccanismi di premialità perché le imprese possano avere la possibilità di ripartire, la proroga dei provvedimenti autorizzativi per questo periodo e, in merito al Piano Competitività regionale, risorse per la formazione dei dipendenti sul bim e la sicurezza e l’individuazione delle Scuole Edili/Enti Unificati quale soggetto esclusivo per la formazione specifica”.

 

Allegati:

a) dati indagine Ance sui cantieri chiusi in Piemonte e Valle d’Aosra

b) valutazione Ance Piemonte sul Decreto Cura Italia

 

39048-B valutazione Ance Piemonte Decreto Cura Italia.pdfApri

39048-A Indagine Ance chiusura cantieri Piemonte VdA.pdfApri
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